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COSA SUCCEDE SE UN LAVORATORE VIENE LICENZIATO MENTRE E’ IN MALATTIA?

E’ legittimo il licenziamento del lavoratore malato? E in quali casi?

Il licenziamento di un lavoratore durante un periodo di malattia è un tema delicato e regolato da specifiche norme giuridiche. In generale, il datore di lavoro non può licenziare un dipendente in malattia se non sono stati superati determinati limiti temporali, noti come “periodo di comporto”.

Periodo di comporto

Il periodo di comporto è il lasso di tempo durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro in caso di malattia. Questo periodo è stabilito dalla legge o dalla contrattazione collettiva applicabile al rapporto di lavoro. Durante il periodo di comporto, il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore a causa della malattia.

Superamento del periodo di comporto

Il datore di lavoro può legittimamente licenziare il lavoratore se questi supera il periodo di comporto previsto dal contratto collettivo o dalla legge. In tal caso, il licenziamento è giustificato dall’eccessiva durata dell’assenza per malattia, che rende impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Nullità del licenziamento durante la malattia

Se il datore di lavoro licenzia il lavoratore durante la malattia, senza che sia stata superata la durata del periodo di comporto e in assenza di una giusta causa, il licenziamento è nullo. Ciò significa che il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro e al risarcimento del danno subito.

Eccezioni: licenziamento per giusta causa

Tuttavia, esistono eccezioni a questa regola. Il datore di lavoro può licenziare il lavoratore durante la malattia per giusta causa, ossia in presenza di un comportamento del lavoratore talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro nemmeno in via provvisoria.

La Corte di Appello di Napoli, nella sentenza n. 1663 del 13 aprile 2024, ha affermato che “il compimento di altre attività da parte del dipendente assente per malattia non è circostanza disciplinarmente irrilevante, potendo anche giustificare la sanzione del licenziamento”. Ciò avviene, ad esempio, quando il lavoratore svolge attività incompatibili con lo stato di malattia, ritardando la guarigione o simulando l’infermità.

In conclusione

Il licenziamento di un lavoratore durante un periodo di malattia può essere considerato nullo se avviene prima del superamento del periodo di comporto, come stabilito dalla contrattazione collettiva o dalla legge. Durante il periodo di comporto, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, e qualsiasi licenziamento effettuato in questo periodo è privo di effetti legali.

La nullità del licenziamento in costanza di malattia è stata ribadita dalla giurisprudenza, che ha sottolineato l’importanza della tutela della salute e del lavoro come diritti fondamentali. Tuttavia, esistono eccezioni in cui un licenziamento può essere considerato legittimo, come nel caso di giusta causa o colpa grave del lavoratore, che non deve riguardare l’assenza per malattia .

In sintesi, il licenziamento di un lavoratore in malattia è generalmente nullo se avviene durante il periodo di comporto, salvo eccezioni specifiche come la giusta causa.

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